Questa appendice fornisce strumenti matematici minimi per rendere leggibile l’idea di “orizzonte”
come limite di regime: equatore (compressione) e poli (espansione) tendono allo stesso infinito operativo.
1) Zero e infinito come limiti duali
Zero e infinito non sono stati raggiungibili, ma limiti. Un esempio fondamentale:
$$x \to 0^+ \Rightarrow \frac{1}{x} \to \infty$$
Nel modello: all’equatore il tempo tende a zero; ai poli l’ordine tende a infinito. In entrambi i casi si tende al limite, senza raggiungerlo.
2) Un solo infinito, due direzioni
Consideriamo la funzione:
$$f(x)=\frac{1}{|x|}$$
Sia che \(x \to 0^+\) sia che \(x \to 0^-\), si ottiene sempre:
$$f(x)\to \infty$$
L’infinito è lo stesso: cambia la direzione, non l’orizzonte.
3) L’orizzonte come asintoto (non come punto)
Un orizzonte è un asintoto: si tende al limite senza collassare in esso.
$$g(n)=\frac{1}{n}\quad \text{con}\quad n\to\infty \Rightarrow g(n)\to 0$$
Per questo: l’equatore non annulla l’esistenza (la rende indescrivibile), e i poli non annullano il conflitto operativo (lo asintotizzano).
4) Simmetria: compressione ed espansione
- Equatore → infinito per compressione (conflitto operativo massimo, \(t \to 0\))
- Poli → infinito per espansione (conflitto operativo minimo, ordine crescente)
Ne deriva che la regola residua al limite è la stessa.
5) Regola residua
Quando un sistema tende all’infinito, non restano oggetti, stati o forme: restano le regole invarianti.
Questa conclusione è coerente con la matematica dei limiti.